CA'  ROSSA  STROZZA

 


La famiglia  Ghidorzi proviene nella bassa mantovana dal paese di Squarzanella, paese di circa 400 anime. Era proprietaria di una parte della Corte Boschetto,  con stalla e fienile. La stalla ospitava 2 vacche, 2 vitelli ed un'asina. Si coltivavano 3 Ha di terreno.   Poi la fuga dai campi per trasferirsi a Milano. Quando il capofamiglia Gino andò in pensione si optò per acquistare un terreno e costruire una casa nella bergamasca. 
Dopo alcune spedizioni esplorative  nel 1972 si acquistò il terreno a Strozza in Valle Imagna. Dopo avere progettato l’edificio si affidò alla Impresa Salvi la esecuzione della struttura di base. 


La corte Boschetto

abitata dai Ghidorzi  dal 1934 al 1961

 

 Ecco la Cà Rossa in inverno                    

In questo terreno verrà edificata la Cà Rossa
1971 - Strozza Borgo di  Amagno  Via Roma 25 

Il disegno sovrastande descrive le lunghe trattative intercorse per l'acquisto del terreno, i rilievi topografici eseguiti con teodolite e la posa dei picchetti per la ubicazione della cà Rossa



Scavo per inserire l'edificio nel pendio. da notare il detrito di falda con molto materiale calcareo frantumato 


Scavi per la esecuzione dei muretti di fondazione. notare la sede del plinto dell'unico pilastro che verrà poi interrotto al piano mansarda 



Dopo il getto dei muri in calcestruzzo dei locali interrati,  segue la muratura superiore in foratoni. Giuseppe con il capocantiere Angelo 

Visita ai lavori. nella foto i genitori proprietari Gino e Bruna, accompagnati da Maria ,Manuel e Ivan. Manca ancora da eseguire la soletta di copertura del tetto



Arturo visita il cantiere, niente gru solo un arganetto sulla piattaforma al piano mansarda.  La vegetazione presente: il vecchio pero e la noce


Sopralluogo dal prato che poi ospiterà il grande orto. In attesa della esecuzione del tetto si applica l'antiruggine alle zanche dei futuri parapetti dei balconi

le visite turistiche stanno per finire. Il ponteggio è montato servirà per i lavori al tetto e la escuzione degli intonaci di facciata

Notare oltre al tetto il muretto in pietra esistente lungo la mulattiera ancora da ricostruire

Andiam, andiam, andiam a lavorar. INIZIANO  I  NOSTRI  LAVORI

Sono state posate le tegole sul tetto, i locali sono protetti dalle pioggie invernali

Arturo visita il cantiere. Da notare i due alberi antistanti la casa, l'antico pero e la noce, noce che non resisterà al soffocamento provocato dal notevole accumolo di terreno  

                                                                                   

Primo lavoro, esecuzione impianto elettrico. Nella foto, è uno dei tanti sabati, dopo una giornata di lavoro si consuma una frugale cena al tepore del caminetto. (ancora allo stato rustico)


Non ci sono ancora i serramenti, ci si ripara dalle correnti con teli di plastica. Gino dissoda il terreno intorno al pero. In primo piano i tubi drenanti posti a protezione della parte contro terra della cantina


Mancava il primo tratto di scala per accedere ai locali superiori. Viene ideata una struttura con un achetto sottoscala

Casseratura per il getto dell'archetto e dei gradini

La scala è finita al rustico, manca il rivestimento finale in legno di larice


Manuel ed Ivan collaudano..la nuova scala 


Si iniziano a tinteggiare i locali. Brutte esperienze, viene posato un pavimento diverso da quello acquistato, Si decide di rimuoverlo!


Applicazione di intonaco plastico di colore rosso, la cittadinanza è perplessa e scandalizzata

RAMPA di ACCESSO


La rampa di accesso con il muro di sostegno con i suoi 35 metri di sviluppo sono stati  molto impegnativi, verranno poi superati, come impegno la escuzione della vasca con la scala di accesso



Arturo mentre posa le beole in granito (di recupero) finali. Dopo il getto delle ultime piastre il calcestruzzo, nella notte è venuta un po di neve ed il gelo ha intaccato leggermente il piano della rampa




Dopo tanto sbadilare a mano ci siamo decisi ad acquistare una piccola betoniera

Con la nuova Cà Rossa intonacata nasce anche il grande orto che impegnerà il papà Gino come fosse ritornato alla corte Boschetto nel mantovano


Si gettano anche i vasi in calcstruzzo sui balconi. Da notare che i vasi con pareti di solo 3 cm di spessore si mantengono bene anche dopo 50 anni dalla loro esecuzione 


Con modesti accessori (una sega accoppiata ad un piccolo trapano Blak & Decker) sono state poi eseguite le ringhiere lignee sui balconi


Restauro della muratura esistente sulla mulattira, Maria dialoga con la signora Palmina, la vicina di casa


Valenti agricoltori, Gino, Maria, Manuel ed Ivan mentre preparano il nuovo prato antistante la Cà Rossa



1975 Arrivano ad abitare stabilmente i nuovi inquilini papà Gino e mamma Bruna





























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