CA' ROSSA STROZZA
La famiglia Ghidorzi proviene nella bassa mantovana dal paese di
Squarzanella, paese di circa 400 anime. Era proprietaria
di una parte della Corte Boschetto, con stalla e fienile. La stalla ospitava 2 vacche, 2 vitelli ed un'asina. Si coltivavano 3 Ha di terreno. Poi la fuga dai campi per trasferirsi a Milano.
Quando il capofamiglia Gino andò in pensione si optò per acquistare un terreno
e costruire una casa nella bergamasca.
Dopo alcune spedizioni esplorative nel 1972 si acquistò il terreno a Strozza in
Valle Imagna. Dopo avere progettato l’edificio si affidò alla Impresa Salvi
la esecuzione della struttura di base.
Ecco la Cà Rossa in inverno
In questo terreno verrà edificata la Cà Rossa
1971 - Strozza Borgo di Amagno Via Roma 25
Il disegno sovrastande descrive le lunghe trattative intercorse per l'acquisto del terreno, i rilievi topografici eseguiti con teodolite e la posa dei picchetti per la ubicazione della cà Rossa
Scavo per inserire l'edificio nel pendio. da notare il detrito di falda con molto materiale calcareo frantumato
Scavi per la esecuzione dei muretti di fondazione. notare la sede del plinto dell'unico pilastro che verrà poi interrotto al piano mansarda
Dopo il getto dei muri in calcestruzzo dei locali interrati, segue la muratura superiore in foratoni. Giuseppe con il capocantiere Angelo
Visita ai lavori. nella foto i genitori proprietari Gino e Bruna, accompagnati da Maria ,Manuel e Ivan. Manca ancora da eseguire la soletta di copertura del tetto
Arturo visita il cantiere, niente gru solo un arganetto sulla piattaforma al piano mansarda. La vegetazione presente: il vecchio pero e la noce
Sopralluogo dal prato che poi ospiterà il grande orto. In attesa della esecuzione del tetto si applica l'antiruggine alle zanche dei futuri parapetti dei balconi
le visite turistiche stanno per finire. Il ponteggio è montato servirà per i lavori al tetto e la escuzione degli intonaci di facciata
Notare oltre al tetto il muretto in pietra esistente lungo la mulattiera ancora da ricostruire
Andiam, andiam, andiam a lavorar. INIZIANO I NOSTRI LAVORI
Sono state posate le tegole sul tetto, i locali sono protetti dalle pioggie invernali
Arturo visita il cantiere. Da notare i due alberi antistanti la casa, l'antico pero e la noce, noce che non resisterà al soffocamento provocato dal notevole accumolo di terreno
Primo lavoro, esecuzione impianto elettrico. Nella foto, è uno dei tanti sabati, dopo una giornata di lavoro si consuma una frugale cena al tepore del caminetto. (ancora allo stato rustico)
Non ci sono ancora i serramenti, ci si ripara dalle correnti con teli di plastica. Gino dissoda il terreno intorno al pero. In primo piano i tubi drenanti posti a protezione della parte contro terra della cantina
Mancava il primo tratto di scala per accedere ai locali superiori. Viene ideata una struttura con un achetto sottoscala
Casseratura per il getto dell'archetto e dei gradini
La scala è finita al rustico, manca il rivestimento finale in legno di larice
Manuel ed Ivan collaudano..la nuova scala
Si iniziano a tinteggiare i locali. Brutte esperienze, viene posato un pavimento diverso da quello acquistato, Si decide di rimuoverlo!
Applicazione di intonaco plastico di colore rosso, la cittadinanza è perplessa e scandalizzata
RAMPA di ACCESSO
Dopo tanto sbadilare a mano ci siamo decisi ad acquistare una piccola betoniera
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1975 Arrivano ad abitare stabilmente i nuovi inquilini papà Gino e mamma Bruna








































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